Perché EnjAIra? · EnjAIra
Sulle grandi piattaforme di streaming, gli algoritmi decidono quasi tutto.
Quale musica viene accettata, quale messa in evidenza, quale pagata: nessuna di queste decisioni nasce da un ascolto. Rispondono a calcoli di redditività e a vincoli normativi, mai al valore musicale di un brano.
Queste piattaforme sono sommerse. Solo Deezer dichiara di ricevere quasi 90.000 brani interamente generati dall’IA ogni giorno, più della metà delle novità in certi giorni. E quei brani non sono riservati a Deezer: un unico invio li fa arrivare a tutte le altre piattaforme. Il calcolo di chi li invia è semplice: un ascolto rende una frazione di centesimo, quindi riversano migliaia di brani in serie. Fonte: Deezer, 21 luglio 2026
Siamo onesti, però: gli esseri umani non hanno aspettato l’IA per produrre brani privi di qualsiasi interesse. Al contrario, ci sono artisti, professionisti o no, che usano l’IA per dare vita a idee bellissime. Proprio loro finiscono annegati nel flusso, poi etichettati, relegati ed esclusi dai consigli dai filtri anti-IA.
La risposta di EnjAIra sta in una frase: qui tutte le scelte le fanno esseri umani, all’antica, con le orecchie e con la pancia. Impossibile quindi accogliere migliaia di brani al giorno: pubblichiamo solo ciò che amiamo, come il comitato di programmazione di una radio.
Nessun software passa al setaccio i nostri brani. Persone vere ascoltano, amano o non amano, e rispondono delle loro scelte, con i pregi e i difetti che ciò comporta.
Non entriamo nemmeno nel dibattito se sia lecito o no usare l’IA per fare musica. Ci interessa una cosa sola: ascoltare prima il risultato.
Con o senza IA? Non ci interessa. Con o senza cuore: è questo che cerchiamo.